Adulti

Tortellini

14.00

a cura di Daniele Falcioni

Le autrici di questo libro riescono a raccontare il caos molto bene perché al caos non concedono nulla se non la possibilità di essere a stento intravisto. Mettono in ordine il caos e non lo annullano, per così dire, non lo fissano in alcuna formula riconoscibile, non offrono una forma al caos eppure lo disciplinano. E questo è un bene, oltre che un evento insolito nella letteratura contemporanea.

Creare un ordine vuol dire in primo luogo immaginare un modo di intravedere un senso nel caos, e in seguito tradurre quel senso in parole, ovvero dargli un significato allo scopo di escludere il caos dal cimitero dei passatempi. A ricomporre in un’immagine segreta i racconti e le poesie di questo libro è il sentimento dell’esclusione, che poi è la ragione d’essere del libro stesso.

 

Questo libro include racconti e poesie di Laura Avati, Silvia Zaccari, Meri Borriello, Valentina Pucillo, Ninni Caraglia, Silvia De Felice, Cristina Cortelletti.

Chiuse Fuori

12.50

di Acqua

Si può immaginare la vita all’interno di un carcere?
No. Si può vivere. Solamente vivere. E quel vivere lascia un segno. Per sempre.
Ascoltare chi racconta quel vissuto mette i brividi.
Giusto o sbagliato. Giusto e sbagliato. Non conta.
E allora, cosa conta?

 

Una storia vera, esperienze reali. Una testimonianza. Dietro queste sbarre non c’è un romanzo, c’è la vita reale. Quella dentro.

 

“Non è la mia storia giudiziaria che mi interessava far conoscere. Volevo, e voglio, che si sappia ciò che ho visto e vissuto sulla pelle, aldilà dell’imputazione. Ho tenuto un diario per oltre 2 anni, la forza delle mie parole e l’emozione sono rimaste integre. Posso dire che lì dentro s’impara a soffrire. All’inizio pensi di morire. Poi cerchi di capire come sopravvivere.”

Donne impreviste

13.00

a cura di Lucia Caponera, Angela Infante, Alessandra Bassi

Confrontarsi con storie impreviste e distanti aiuta a riconoscerle, a capire che esistono.
Ascoltarle e rifletterci può generare consapevolezza sociale sul fenomeno della violenza all’interno della relazione lesbica.

 

“Quel pomeriggio di metà giugno uscii dalla sala consulenze con la consapevolezza che la chiacchierata con Emanuela e Marika me la sarei portata dietro per un po’. Pensiero sicuro e distinto, me lo ricordo come fosse adesso. Non c’era di mezzo una vischiosità emotiva (posso riconoscerlo oggi, con i miei ulteriori dieci anni di esperienza da counselor). Ma c’era una nota dissonante. Una sorta di contraddizione che intuivo e che, mi dissi, sarebbe valsa la pena guardare da vicino. Altre due che si fanno del male, avevo pensato ascoltandole alzare il polverone delle recriminazioni […]. A fine colloquio non avevo abbastanza elementi per capire dove fosse la verità di quella storia, ma quanto avevo visto e sentito aveva confermato un mio vecchio assunto empirico: la violenza non è estranea alle relazioni tra donne.”

I rospi della memoria

13.00

Camilo, 17 anni. Un profondo conflitto interiore di fronte alla scomparsa dei genitori avvenuta durante l’ultima dittatura militare argentina.
Tra verità nascoste e sentimenti contrastanti, il giovane protagonista si troverà a dover ricostruire la propria identità e un legame affettivo con dei genitori assenti. Un percorso complesso, in continuo divenire, fondato sui racconti di familiari e amici.
Dittatura argentina, desaparecidos. Ma non solo. In queste pagine c’è una storia anche italiana, una storia nostra, del passato, del presente e del futuro.

Diciannove traduttori, per diciannove capitoli, hanno dato vita a un coro che oggi ci permette di leggere queste pagine catturati dall’emozione e dal coinvolgimento. Scoprendo un mondo e una forza che viene dall’altro capo del mondo, ma che è anche nostra.
Un romanzo che arriva direttamente dall’Argentina, grazie a un gruppo di studenti e studentesse del corso di Lingua e Letterature Ispanoamericane (Università Roma Tre), in pieno “lockdown”. La solitudine e lo smarrimento hanno generato la necessità di condividere e costruire insieme un progetto concreto.
Questa edizione italiana vuole contribuire al salto della memoria da una sponda all’altra dell’oceano, portando l’attenzione sulle attuali violazioni dei diritti umani a partire dalla scoperta di quelle passate.
SAGGIO INTRODUTTIVO E TRADUZIONE A CURA DI
Susanna Nanni
AUTRICE
Graciala Bialet
CON IL CONTRIBUTO DEL
Dipartimento di Lingue Letterature e Culture Straniere dell’Università degli Studi Roma Tre
I TRADUTTORI E LE TRADUTTRICI
Bei Medina Antonio, Benedetto Giada, De Vivo Donatella, Di Bartolomeo Nicole, Galosi Serena, Lanna Michela, Lanternari Sara, Marchegiani Sara, Maruccia Aurora, Merra Francesco, Piccolo Ilaria, Pizziconi Sabrina, Pomponi Greta, Ridolfi Lavinia, Saputo Giulia, Silvi Valentina, Siraco Aurora, Teti Cristina, Tronti Gloria.

Apis in fabula | return

14.00

di Loretta Sebastianelli

È una raccolta di racconti surreali e fantastici. Api, farfalle, cani, pettirossi e fenici ma anche driadi, viandanti e personaggi in cerca di un modus vivendi. Le loro voci s’intrecciano in storie di vita e d’amore.

L’opera è composta da diciotto racconti divisi in tre sezioni. La prima sezione contiene sei testi prevalentemente d’amore. La seconda altri sei sulla vita. L’ultima è antica, come i miti, gli archetipi e le favole.

L’arnia era in fermento.
Mancavano poche ore alla nascita della nuova Regina.
Un canto avvisava la Regina in carica che era tempo di lasciare l’alveare.
Io, insieme ad altre compagne, scelsi di seguirla.
In realtà stavo solo scappando.
Non volevo servire né l’una, né l’altra Regina.

Il bossolo d’ottone

13.00

di Loretta Sebastianelli

Un anti giallo.
La storia di Vittoria, “la Volpe”, una donna che per il suo 40° compleanno si regala una pistola e un proiettile, uno solo, quello che dopo una mese cambierà la sua vita per sempre. Vittoria è, infatti, intenzionata a commettere un delitto e lo dice subito. Conosciamo dunque, fin dall’inizio, il nome dell’assassino e l’arma del delitto. Tutta da scoprire, invece, l’identità della vittima.
Finale drammatico.
Epilogo sconcertante.

CONSIGLIATO a chi ama il genere giallo ma è pronto a mettere in discussione le regole di questo genere. A chi sa apprezzare una storia in cui -citando Chandler- il delitto viene commesso per un motivo e non semplicemente per fornire un cadavere ai lettori.

Ordinarie diversità

12.00

di Nicola Viceconti e Patrizia Gradito

Storie quotidiane di pregiudizi, abusi e intolleranze, ma anche di scoperte e accettazione, che possono appartenere a tutti più di quanto si possa immaginare. Racconti che narrano l’identità nelle sue diverse declinazioni lasciandoci a bocca aperta per il loro finale inaspettato, a volte inaspettatamente quotidiano. Un realismo surreale dettato dalla cultura di questa nostra società che ancora fatica a riconoscere il significato della parola ‘normale’.